as·phyx·i·a project

Una nuvola di punti e linee in movimento frenetico con le sembianze di un ballerino digitale, tutto questo e molto altro è as·phyx·i·a, il progetto sperimentale frutto della collaborazione tra la produttrice musicale Maria Takeuchi, che ha creato ls colonna sonora originale e co-diretto il progetto. e dal designer e regista Frederico Phillips che si è occupato della grafica, dalla pre-visualizzazione al il rendering finale. La coreografia è stata interpretata da Shiho Tanaka.

“Wired throughout the body, trapped in a dancing mind”

Il progetto rappresenta l’esplorazione di nuove modalità di utilizzo e combinazione delle nuove tecnologie, in un esperimento che cerca di andare oltre le comuni e molteplici limitazioni commerciali. La performance è centrata su una coreografia eloquente che sottolinea il desiderio di essere espressiva senza alcun confine.

I dati di movimento sono stati catturati utilizzando sensori economici (Xbox One Kinect di Microsoft), dopodiché sono stati utilizzati come base per lo sviluppo creativo del progetto, elaborati e resi visibili attraverso vari software 3d.

Credits
Music and Direction : Maria Takeuchi
Visuals and Direction : Frederico Phillips
Performance Artist : Shiho Tanaka
Camera Filming / Support : Samuel Blalark
Camera equipment : Jason Guerrero

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Il making of di as·phyx·i·a project

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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