GIPI. La mostra antologica
al Museo Luzzati di Genova

Autoritratto come prigioniero © Gipi
Autoritratto come prigioniero © Gipi

Sabato 28 marzo al Museo Luzzati di Genova aprirà la grande mostra dedicata a uno dei più significativi artisti contemporanei italiani, Gianni Pacinotti in arte GIPI, il quale sarà presente all’inaugurazione alle ore 17.00.

L’esposizione, la prima antologica sull’autore aperta fino al 27 settembre, presenterà al pubblico ben 150 opere originali, dalle tavole per le celebri graphic novel, alle illustrazioni per giornali quali Repubblica, Internazionale, süddeutsche Zeitung, alle copertine di libri. Una sezione apposita sarà dedicata al paesaggio, soggetto molto amato da Gipi, in cui verranno presentati diversi lavori inediti.

Ad ospitare il percorso espositivo saranno gli spazi della storica Porta Siberia, sede del Museo Luzzati nel Porto Antico, dove il visitatore potrà ripercorrere le differenti tappe che hanno portato Gipi a diventare un maestro del racconto e dell’immagine.
Nella vasta selezione di opere si potrà individuare lo sforzo dell’artista nel trovare la giusta tecnica e il miglior metodo espressivo per ogni storia, nel dare un segno originale ai tormenti e alle conquiste di un racconto individuale e collettivo che rispecchia i nostri tempi complicati e appassionanti.

“In S. ad esempio mi sono imposto di non riscrivere mai le cose. In Questa è la stanza, in tutte le scene dove i ragazzi suonano, non facevo mai le matite, ma disegnavo direttamente a penna, sbagliando, disegnando un braccio storto e un altro sopra per rimediare… Perché confidavo che in quella perdita di controllo del disegno si riproducesse anche l’incapacità di suonare nostra, che avevamo al tempo, lo spirito di gruppo punk (…) A volte può essere la scelta di una gamma di colori…”

la storia di faccia, 2001 © Gipi
La storia di faccia, 2001 © Gipi
illustrazione per Il guardiano del faro - I racconti estivi di Paolo Rumiz, 2014 © Gipi
Illustrazione per Il guardiano del faro – I racconti estivi di Paolo Rumiz, 2014 © Gipi
illustrazione per La lingua ai tempi della Jihad - articolo di Salman Rushdie, 2014 © Gipi
Illustrazione per La lingua ai tempi della Jihad – articolo di Salman Rushdie, 2014 © Gipi
illustrazione per Tèlèrama - Branagh, 2014 © Gipi
Illustrazione per Tèlèrama – Branagh, 2014 © Gipi
il pugile, 1998 © Gipi
Il pugile, 1998 © Gipi
illustrazione per Domandatemi di Auschwitz art di Giovanni Di Lorenzo intervista di Renate Lasker-Harpprecht, 2014 © Gipi
Illustrazione per Domandatemi di Auschwitz art di Giovanni Di Lorenzo intervista di Renate Lasker-Harpprecht, 2014 © Gipi
Don Chisciotte, 2015 © Gipi
Don Chisciotte, 2015 © Gipi
Curva numero 1 © Gipi
Curva numero 1 © Gipi

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Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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