Posterheroes 2015.
Open call fino al 29 marzo

Il concorso di grafica dedicato alla comunicazione sociale, Posterheroes – Food in the loop, quest’anno porta a termine la biennale dedicata al cibo con un’edizione dedicata alle fasi del ciclo di vita degli alimenti.
Lanciato lo scorso novembre durante il progetto espositivo internazionale The Others Fair, il concorso chiama tutta la comunità creativa internazionale (studenti, appassionati di grafica e designer professionisti) a cimentarsi nella realizzazione di un poster-manifesto in formato 50×70 cm che come ogni anno, verrà valutato da una giuria internazionale composta da alcuni dei nomi più rilevanti del panorama del graphic design e della comunicazione.
Quest’anno la giuria sarà composta da un parterre di esperti internazionali provenienti da tutto il mondo, tra i quali ci saranno lo spagnolo Borja Martínez, fondatore di Lo Siento, lo studio specializzato nel graphic design che spazia dal settore industriale a quello editoriale e del packaging, i tre soci fondatori di MUTI, lo studio creativo di Cape Town che vanta collaborazioni con Monocle, Wired, Nike e Samsung, il pluripremiato Direttore Creativo Roanne Adams, fondatrice dell’agenzia newyorkese RoAndCo, Yah-Leng Yu, co-fondatrice del Foreign Policy Design Group con sede a Singapore e lo studio di tipografia Sawdust di Londra. A tenere alta la bandiera italiana saranno invece Riccardo Guasco, illustratore e pittore che si caratterizza per una spiccata sensibilità nei confronti dei temi sociali e Studio FM Milano che vanta collaborazioni con Gianfranco Ferrè, Hachette Rusconi e il Massachusetts Institute of Technology.

I partecipanti avranno tempo fino al 29 marzo 2015 per consegnare il proprio elaborato attraverso l’upload sul sito www.posterheroes.org, dove è possibile accedere al video del concorso, al brief ed al regolamento.
La giuria internazionale avrà il compito di selezionare i 40 poster finalisti che verranno successivamente pubblicati all’interno del catalogo dell’iniziativa e diventeranno parte delle mostre e dei futuri eventi che PLUG organizzerà a concorso concluso.

Fonte: ufficio stampa

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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