“Rainworks”. L’arte dalla pioggia

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Abbiamo parlato tempo fa dei reverse graffiti, quegli artefatti ottenuti rimuovendo lo sporco dalla superficie. Oggi vi raccontiamo un altro modo per fare street art in modo pulito.

Rainworks è un progetto artistico di Peregrine Church (a destra nella foto sotto), spesso aiutato dai “cospiratori” Xack Fischer (al centro) e Forest Tressider (a sinistra). Sono messaggi positivi ed artistici che appaiono quando piove (o bagnando la superficie). Il loro scopo è quello di far sorridere nei giorni di pioggia.

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Rainworks rappresenta per i passanti un buon motivo per uscire anche durante i giorni di pioggia. Pioverà comunque. Perché non trovarne il lato divertente?

Il procedimento, come potete vedere dal video, è molto semplice.
Si preparano gli stencil con la grafica o il lettering, si posizionano sulla superficie e si utilizza un prodotto super-idrofobico, basato su nanotecnologie, che formerà uno strato di protezione invisibile proteggendo la superficie assorbente (tessuto, cuoio,  legno, pietra). Qualsiasi liquido a contatto con la superficie trattata scivolerà via lasciandolo asciutto.

Come riportato sul loro sito, i ragazzi di Rainworks utilizzano prodotti non tossici, sicuri per l’ambiente e biodegradabili. Le opere risultano legali in quanto temporanee e non dannose per la superficie. Ogni “rainwork” può durare dai 4 mesi a un anno, a seconda della quantità di traffico pedonale che deve sopportare. Un’abrasione significativa comporterà una durata più breve. Un “rainwork” apparirà al meglio per le prime due settimane, poi lentamente diventerà meno visibile.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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