“white Out”. L’inverno di Jeff Scher
(in attesa dell’estate)

Con la primavera appena iniziata ci lasciamo alle spalle la stagione più fredda dell’anno con “white Out”, il cortometraggio dedicato all’inverno realizzato da Jeff Scher, “pittore che realizza film sperimentali e regista sperimentale che dipinge”. Vive a Brooklyn con la moglie e due figli.

“La neve è particolarmente divertente, è capace di trasformare tutto ciò che copre. La luminosità del suo “bianco” costringe l’occhio a chiudersi quasi completamente e, improvvisamente, tutto ciò che non è neve diventa silhouette, una rappresentazione grafica del mondo ad alto contrasto Questa enfatizzazione della forma sullo sfondo chiaro mi ha permesso di concentrarmi sulla pittura del movimento puro in relazione al paesaggio invernale.

Questo film è composto da circa 2.250 acquerelli su carta. Si tratta di una sorta di versione invernale del mio film “L’Eau life” anche se qui l’acqua è ghiacciata e quindi molto più facile da dipingere – perché pitturare la neve significa lasciare, il più delle volte, il foglio bianco.

La musica di Shay Lynch dona al film una sorta di eleganza emotiva nonostante le capriole degne di uno spettacolo di varietà”.

Il video è apparso originariamente nel blog che Jeff Scher pubblica sul New York Times.

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Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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