Appearance and Disappearance.
Agostino Iacurci a Milano.

Nelle prossime settimane con il Salone e poi, dal primo maggio al 31 ottobre 2015 con Expo, gli occhi del mondo saranno puntati su Milano. Tra gli eventi da non perdere la mostra personale di Agostino Iacurci dal titolo “Appearence and disappearence” presso la Galleria Patricia Armocida.

Per l’occasione, saranno esposte dieci tele di piccole, medie e grandi dimensioni, quindici assemblage e sei  sculture in legno, realizzate appositamente per le sale della galleria. Agostino accosta l’abilità dell’artista a quella del prestigiatore: entrambi creano l’illusione di un accadimento magico nello spettatore allo scopo di generare un sentimento di meraviglia.

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Per celebrare l’evento l’artista italiano ha avuto l’opportunità di lavorare su due opere di grandi dimensioni sui tetti di Milano.
Intitolato “Birds”, i pezzi occupano ognuno una superficie di quasi 100 metri quadri dipinti su pvc e collocati in due luoghi diversi. Se passate da quelle parti potrete vederli per le prossime due settimane a Piazzale Loreto e Piazzale Cadorna.

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Sulla mostra:

I lavori vanno a comporre un percorso tematico in cui appare costante il principio di decostruzione e scomposizione della figura, a cui si accosta, in modo complementare e sincronico, una nuova combinazione al confine tra differenti forme della natura. In tal modo, alla decostruzione fisica dei soggetti, linea costante di questo gruppo di opere, si affianca la continua ricerca di un principio di completamento e integrazione degli elementi. Le opere di Agostino Iacurci hanno uno stile inconfondibile, riconoscibile, semplicemente poetico. Ampie campiture, dalla gamma di colori armonici e la scelta timbrica scarlatta, compongono una melodia complessa. Agostino dirige la scena e, nonostante la chiarezza elementare e di sintesi delle forme, genera visioni oniriche che evocano mistero.

Il suo stile geometrico, semplice e pulito, gioca spesso con gli opposti: l’alternanza tra il vuoto e il pieno, tra divisione e composizione, apparizione e scomparsa. Contorni di uomini, figure svuotate che s’innestano con l’ambiente naturale. Atmosfere indefinite, in sospensione atemporale, caducità di uno stato transitorio che suggestiona la mente.

Il progetto, a cura della Galleria Patricia Armocida, è stato realizzato grazie al supporto tecnico di DEFI Group che ha concesso gli spazi e le tele e di Oikos colore e materia per l’architettura.

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AGOSTINO IACURCI, Appearance and Disappearance
Inaugurazione martedì 21 Aprile 2015 ore 19.00
fino al 24 Luglio 2015

Galleria Patricia Armocida, via Lattanzio n°77 Milano
Orario: dal martedì al sabato, 11.30-13.00 / 15.30-19.00
Ingresso: Free Entry
Info: +39 02 36519304/ +39 339 7291034

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Agostino Iacurci è nato a Foggia nel 1986, vive e lavora a Roma.

Dal 2008 ha realizzato diverse grandi opere sulle pareti di spazi pubblici, tra i quali, Art Play di Mosca, lo Stadio di Porto Rico, il Campus universitario di Besançon, “Le Tour 13” di Parigi e la Fubon Art Foundation di Taipei, ricevendo sempre più consensi e successo.

Nel 2012 l’Accademia di Belle Arti di Roma lo ha invitato a creare un wall-painting per l’inaugurazione della nuova sede. Ha inoltre realizzato opere partecipate per la Saba School in Saharawi, presso il reparto di massima sicurezza del carcere di Rebibbia a Roma, e al Mart, Museo di Arte Moderna di Trento e Rovereto. Ha esposto in Europa, Australia, Giappone, Corea, Taiwan, Russia e Stati Uniti.

Tra le mostre e i progetti ricordiamo: Match Mismatch, 19 Karen ContemporaryArtspace, Gold Coast Australia, 2014; Los Muros Hablan, Contemporary Muralism Project, Bayamon, Puerto Rico, 2014; From Street to Art, Italian Cultural Institute of New York, USA, 2014; Artmosphere, Moskow Biennale of Urban Art, 2014; Small Wheel, Big Wheel, Wunderkammern Gallery, Roma, Italia, 2014; Popup, Mario Penna Institute, Belo Horizonte, Brasile, 2014; Le M.U.R., Oberkampf, Parigi, 2013; Paragone, Galerie LJ, Parigi, 2013; B2B 55° Biennale di Venezia, Palazzo Cà Bonvicini, Venice, 2013; Very Fun Park, Fubon Art Center, Taipei; Tende a zero, Palladium Theatre, Roma, 2012.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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