Designing letters. Fino al 2 maggio 2015 alla 121+ Libreria Ex-temporanea

M-121-colore
“M” – Paola Lenarduzzi

121+ Libreria Ex-temporanea (Milano in Via Savona 17/5) ricomincia una nuova tappa dalle parole, anzi dalle lettere. Oggetti, grafiche, poster e libri avranno come comune denominatore le infinite declinazioni grafiche delle 26 lettere dell’alfabeto. Nuovi progetti e alfabeti classici, produzioni storiche e abbecedari accompagnano una mostra di poster e oggetti dove le lettere sono protagoniste.

Nuovo allestimento e una selezione di 121 titoli
Nel nome 121 ognuno ci legge un po’ ciò che vuole: i più pragmatici un numero civico, i più informati il numero di giorni in cui il progetto sarebbe dovuto inizialmente durare, i più poliglotti il rapporto di fiducia che si dovrebbe creare tra il libraio e il cliente. Ma cos’è 121+? 121, libreria temporanea è uno spazio nato nel novembre del 2009, da un’idea di Marzia e Maurizio Corraini e Fabio Castelli. Una libreria speciale dove i migliori libri dell’editoria italiana incontrano quelli dell’editoria straniera. L’esperimento funziona e la libreria temporanea, diventa ex-temporanea e stabile. Ma si ricomincia a giocare ancora da quelle semplici tre cifre: 121+ non è più da leggersi all’italiana, ma all’inglese: one-to-one. Ora è la relazione il nostro obiettivo. 121+ si trasforma in uno spazio dove c’è sempre qualcosa di curioso da vedere, toccare, imparare, animata da incontri, mostre, serate dedicate alla grafica e all’illustrazione e persino da concerti di formato ridotto. Ma per rendere onore alla natura di forte sperimentazione che caratterizza 121+, non possiamo fermarci proprio ora e quindi eccoci pronti per una nuova avventura. Dal 13 aprile un occhio di bue si accenderà su una selezione di soli 121 libri che cambieranno di continuo. Accompagnano la selezione mostre e laboratori, serate e una selezione speciale di oggetti di design. Non affezionatevi troppo, tutto cambia!

Un intero alfabeto realizzato da artisti, grafici, illustratori, designer: Antonio Marras​, James Clough, Riccardo Dalisi​, Jonathan Pierini, Fanette Mellier​, LS graphic design​, Luciano Perondi, Leftloft​, Pietro Corraini​, Carin Goldberg, Andy Goodman, Helmo​, Paola Lenarduzzi, Leonardo Sonnoli , Albano Morandi, Paolo Ulian , Massimo Lunardon Company​, Joanna Neborsky, Alessio D’Ellena, Marta Bernstein, Mercedes Jaén, Tipiblu​, LA TIGRE​, studio FM milano​, Emanuela Conidi, Luca Pitoni e se non bastasse Bruno Munari, Gastone Novelli, Giancarlo Iliprandi, Giosetta Fioroni.

Inaugurazione mostra 15 Aprile 2015, ore 18.00
Fino al 02 maggio 2015 (orario di apertura 10:30 – 19:30).
(comunicato stampa)

Pietro Corraini Studio
Pietro Corraini Studio
Impression
Fanette Mellier
J
“J” – Andy Goodman
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“R” – Joanna Neborsky
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“S” – Alessio D’Ellena
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“E” – Jonathan Pierini
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“U” – La Tigre
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In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presentato “Italico” un set di 30 timbri scelti da Italo Lupi.
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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