Memorie Urbane 2015 #2.
I muri di MTO, Ella&Pitr e Stein

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MTO (Gaeta) – © Flavia Fiengo

Memorie Urbane è in pieno fermento e sono numerosi gli artisti che si stanno alternando in questi giorni per dare un tocco di colore alle città coinvolte nel festival.

Il primo esempio è l’artista francese MTO che con la sua opera nella città di Gaeta ha affrontato una tematica della quale si sta discutendo già da tempo: la grande censura a cui dovrà far fronte google quando i murales, come tutte le opere artistiche, non potranno essere pubblicati senza il consenso dell’autore. Un’opera che riproduce il bug stesso “Google Error 404. Mural not found”, ponendo l’accento sulla questione molto fangosa del diritto d’autore e di proprietà nell’epoca di internet.

The Sun – 22 May 2020
“COMPUTER SAYS NO” (IL COMPUTER NEGA)
PRIMO CASO DI CENSURA ARTISTICA DA GOOGLE CORP.
Nella piccola città di Gaeta, Italia, un gigante ampio murale di 125 m (410 ft) dello street-artist francese MTO è stato silenziosamente censurato da Google CORP. Questo è il primo caso di censura artistica nel nostro buon vecchio Google Earth? Una cosa è certa, è sicuro di aprire un enorme vaso di Pandora, mentre i governi di tutto il mondo consultano le loro migliori menti legali e sono alle prese con le implicazioni per la libertà d’espressione artistica. La censura avviene in un contesto di crescente rivolta internazionale contro la supremazia globale di Google nel controllo dell’informazione. La NATO sta pensando di analizzare tutte le opzioni per ribaltare la decisione e quindi prevenire una massiccia protesta globale nel mondo artistico e giornalistico.

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MTO (Gaeta) – © Flavia Fiengo
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MTO (Gaeta) – © Flavia Fiengo
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MTO (Gaeta) – © Flavia Fiengo

Sempre nella città di Gaeta sono intervenuti Ella&Pitr, una coppia francese d’irriverenti illustratori, famosi per lo sviluppo orizzontale di alcune loro realizzazioni su pavimenti e terrazzi. La visione è ricercata e studiata, concessa solo da un punto di vista rialzato. Un mondo di giganti, personaggi addormentati o dissoluti angeli contemporanei, che non temono il passaggio dei piedi e si aprono a stratificazioni fatte non di polvere e pioggia ma di fango e suole. Raffinati e controversi, i giovani artisti francesi sono per la prima volta in Italia per Memorie Urbane 2015, con l’intento di costruire castelli di storie tra artisti e spettatore.

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Ella&Pitr (Gaeta) – © Flavia Fiengo
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Ella&Pitr (Gaeta) – © Flavia Fiengo
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Ella&Pitr (Gaeta) – © Flavia Fiengo

Le città di Arce e Terracina hanno invece visto all’opera lo Stencil artist Stein che vive e lavora nel Nord della Norvegia. Urban artist della prima ora, ha cominciato a diffondere i suoi disegni in giro per l’Europa privilegiando ambienti urbani abbandonati e case in decadenza. Con un linguaggio visivo sintetico e giocato sul bianco della luce e sul nero dell’ombra, l’artista ha lavorato sui temi dell’illegalità, dell’anonimato e dell’irriverenza. Ha collaborato con diversi artisti e disseminato le sue opere sui muri e sul web.

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Stein (Terracina) – © Arianna Barone
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Stein (Terracina) – © Arianna Barone
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Stein (Arce) – © Dante Corsetti
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Stein (Arce) – © Dante Corsetti
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Stein (Arce) – © Dante Corsetti
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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