Memorie Urbane 2015 #3. Frederico Draw, Betz & Natalia Rak e Alias.

Eccoci di nuovo sulle tracce di Memorie Urbane. Nuova linfa vitale per altri muri nelle città di Arce, Caserta e Gaeta grazie agli interventi dello street artist portoghese Frederico Draw (con il quale abbiamo scambiato due chiacchiere nel novembre scorso in occasione di Stop Violence Against Women organizzato da Turismo Creativo per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), dei polacchi Betz (generalmente coppia con Sainer nel duo Etam Cru) & Natalia Rak e del tedesco Alias.

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Frederico Draw, Terracina – © Foto di Arianna Barone
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Frederico Draw, Terracina – © Foto di Arianna Barone
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Frederico Draw, Terracina – © Foto di Arianna Barone
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Frederico Draw, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Frederico Draw, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Frederico Draw, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Giulietta&Romeo, Betz & NataliaRak. Caserta – © Foto di Flavia Fiengo
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Betz & NataliaRak, Caserta – © Foto di Flavia Fiengo
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Giulietta&Romeo, Betz & NataliaRak. Caserta – © Foto di Flavia Fiengo
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Alias, Gaeta – © Foto di Flavia Fiengo
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Alias, Gaeta – © Foto di Flavia Fiengo
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Alias, Gaeta – © Foto di Flavia Fiengo
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Alias, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Alias, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Alias, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Alias, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Alias, Arce – © Foto di Dante Corsetti
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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