Visual Food 2.0

Cibo e comunicazione visiva.

Visual Food 2.0 è il progetto del neo laureato dell’Università IUAV di San Marino Marco Fabbri, che sarà in esposizione nel padiglione dell’università durante l’EXPO 2015. Abbiamo parlato con Marco di come è nata l’idea e di quale studio ha sviluppato con questa piattaforma.

L’obiettivo del progetto è quello di evidenziare la stretta relazione tra il cibo e la comunicazione visiva. Concettualmente, gli alimenti naturali utilizzano le loro proprietà visive come elemento di comunicazione e distinzione. Questa caratteristica condiziona quotidianamente le nostre scelte giornaliere quando per esempio siamo al supermercato.
Per tanto è possibile dire che il cibo esercita un tipo di interazione primordiale con l’uomo tramite la percezione della forma, dei colori e delle textures.

Data la stretta relazione, ho deciso di progettare Visual Food 2.0, una piattaforma open source per creativi di ogni genere, i quali hanno la possibilità di pubblicare le proprie interpretazioni al fine di descrivere visivamente le caratteristiche percettive di un determinato alimento.

Il sito è adattato anche per tablet e smartphone e prevede un menù espandibile che ordina le informazioni tramite una ricerca incrociata tra le diverse categorie di alimenti e le tipologie di rappresentazione (es.: Fotografia, Arte, Grafica).
Gli utenti hanno anche la possibilità di raccogliere immagini e crearsi il proprio libro, pubblicabile tramite l’editore online Lulu.com che ne favorisce anche la vendita attribuendo al volume un codice ISBN.

Visual Food 2.0 oltre alla dimensione virtuale possiede anche una versione cartacea che ha l’obiettivo di diffondere e promuovere il concept del progetto. La pubblicazione è composta da 186 pagine, di cui 120 sono dedicate alle rappresentazioni visive di 10 tipologie di ortaggi differenti, analizzando anche la loro componente tattile tramite una selezione di carte Fedrigoni scelte per ciascun tipo di alimento.
Al suo interno la tipografia è praticamente assente poiché ho voluto lasciare spazio alla comunicazione della forma degli alimenti. Gli ortaggi presi in esame sono la zucchina, il carciofo, la carota, l’insalata, il pomodoro, il finocchio, la cipolla, il fungo, il broccolo romanesco ed il radicchio.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Magali Charrier, films4peace