Walter Magazine

Fabien Barral, alias Mr. Cup, gestisce il blog graphic-exchange.com che ha creato nel 2006 e dove ha pubblicato più di 50.000 immagini. Con 2 milioni di visite nel 2014, il sito è una fonte di ispirazione per i designer e creativi di tutto il mondo.

Il nuovo progetto di Fabien, Walter Magazine, è una rivista che ha le sue radici in questa citazione di uno dei fondatori della Bauhaus, Walter Gropius:

“L’obiettivo finale di ogni progetto creativo è la costruzione! Dobbiamo tutti tornare all’artigianalità, perché non esiste una cosa come l’arte professionale. Non vi è alcuna essenziale differenza tra l’artista e l’artigiano. Ci auguriamo che pensare e realizzare i nuovi costrutti del futuro possa avere un’unica forma.”

Walter è una rivista trimestrale di 180 pagine, formato 21 x 28 cm. L’edizione è limitata a 3852 copie (1883 + 1969, date di nascita e di morte di Walter Gropius). I testi sono in inglese e francese.

Walter non è un’altra rivista di design grafico, o solo un’altra rivista di design; Walter guarda alla creatività, alla ricerca estetica e funzionale, indipendentemente dal tempo e dal luogo.

Contenuti del primo numero:
A creative / A Project: Terra posters by Kevin Cantrell
Bauhaus: how it changed our world
For the love of Coffee.
Ty Mattson: life is about Creating Yourself
Letterpress: the most modern ancient printing process
A city by its creatives: Singapore
Type: Velo by House industries
Handlettering: Andy Luce
Music by its design: Piers Faccini
Sherlock Holmes, the credit sequence by Prologue
Vintage: the Sanborn maps
Digital: material design
Where the magic happens: studio visit

Per contribuire, acquistare una copia o abbonarsi a Walter potete visitare la pagina dedicata su Ulule.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Charles Anderson, artista