Il libro dei giochi di carta. Gérard Lo Monaco

Un volume nostalgico e contemporaneo ideato dall'illustratore argentino Gérard Lo Monaco.

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Il gioco è il momento in cui da bambini esprimiamo le nostre fantasie, i nostri desideri e le esperienze reali in maniera simbolica. Da grandi, quando il tempo per giocare è ormai un ricordo lontano, la nostra mente affollata dai mille pensieri quotidiani a volte si prende una pausa gongolandosi nell’oblio dei tempi passati e vagheggiando quei momenti di leggerezza dell’infanzia quando il gioco era protagonista.

Quelle fantasticherie sono racchiuse tutte ne Il libro dei giochi di carta, volume nostalgico e contemporaneo ideato dall’illustratore argentino Gérard Lo Monaco e pubblicato da Corrainiche si apre come un regalo dal quale escono giocattoli pop-up dal fascino senza tempo. Dall’armadio della cameretta Lo Monaco tira fuori i vecchi giochi, quelli con cui generazioni e generazioni di bambini si sono divertiti e continuano a divertirsi ancora oggi: la barchetta a vela, il camion dei pompieri, l’elefante a rotelle, il trattore con il rimorchio…
Un elenco visivo raffinato di giocattoli pop-up, che balzano fuori dalle pagine del libro per divertire in un magico metagioco, tra ricordo e scoperta, grandi e piccini.

Gérard Lo Monaco è un illustratore argentino nato a Buenos Aires nel 1948. Trasferitosi a Parigi, progetta poster, cover di album e diviene uno dei più conosciuti autori di libri animati a livello mondiale. Sono sue opere ingegneristiche della carta come le versioni pop-up di Le petit prince e Moby Dick, o progetti originali come Magique circus tour.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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