20 bugie che i designer dicono ai loro clienti

Chi di voi grafici, designer, illustratori, pubblicitari o altro, non ha mai detto qualche bugia facendo credere di aver lavorato con grandi marchi o di avere uno studio con molte persone al suo interno quando invece si lavora da soli nel salotto di casa? Oppure di aver passato la nottata al computer per concludere il lavoro di un cliente quando ci si è visti con gli amici per la maratona di Breaking Bad? O di essere super impegnati tanto da non poter accettare un lavoro pur di non dire in faccia al cliente che non vorrete mai più lavorare con lui perché vi ha dannato l’esistenza?

Queste e molte altre bugie sono raccolte nel piccolo “compendio” del giovane Joshua Johnson dal titolo “20 Lies Designers Tell Their Clients”.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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