Blues Build the Temple

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Blues Build the Temple è una serie di 21 tavole realizzate da Trevor Naud, artista di base a Washington DC. Creata con una fotocopiatrice Xerox, inchiostro, correttore bianco, fotografie e diorami di carta, questa graphic story è stata modellata utilizzando le “Oblique Strategies” ideate da Brian EnoPeter Scmidt.

“Strategie Oblique” (titolo originale Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas) è un mazzo di carte di circa 7×9 cm contenute in una piccola scatola nera. Pubblicate per la prima volta nel 1975, sono state più volte ristampate. Le carte, nere su un lato bianche sull’altro, propongono oscuri e criptici aforismi, volti ad aiutare il musicista e chiunque svolga lavori creativi a rompere i blocchi mentali favorendo il pensiero laterale. “Il sistema delle oblique strategies” – scrive Riccardo Bertoncelli “tempera eventuali ambizioni, stringe la «cintura di castità» per un doveroso confronto con l’alea quotidiana” (tratto da wikipedia).

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Fish Sequence
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A walk in to town
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Shoe journey sequence
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Temple Lock Door Sequence
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Open Door Sequence
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Underground Lantern
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The What Sewer Entrance
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Board Game Sequence
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Board Game Sequence II
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Tunnel Workers
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Crow Cops
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Crow Cops II
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Grottos
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Scene Beaux Arts Stairs
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Empty basin sequence
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Overlock accident sequence
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Key card
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Observator detail sequence
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Telescape sequence
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FInal scene

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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