Le “avventure” di Julie Stephen Chheng

La designer e autrice Julie Stephen Chheng, ha conseguito la laurea presso l’Arts Decoratifs di Parigi nella sezione “Immagine stampata” (Printed Image). Si occupa di serigrafia, illustrazione, grafica e progetto editoriale. Quando non sta creando le proprie illustrazioni, scrive storie giocose per libri. Appassionatamente coinvolta dal prodotto “libro”, Julie è interessata alla sua evoluzione, nonché alla sperimentazione di nuovi strumenti con i quali le storie possono essere raccontate in modo innovativo. Lavorando alla sua tesi “interattività e movimento, dalla carta al libro digitale”, ha scoperto che la continua evoluzione del libro ha sempre cose meravigliose da offrire.

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I suoi libri possono essere manipolati in tutti i modi, si aprono fino a mostrare le immagini tridimensionalmente, attraverso il principio della “piega” le illustrazioni prendono vita, mutano e raccontano la storia offrendo nuove possibilità. Il suo lavoro fornisce un banco di prova in cui l’interattività con il lettore è il punto più importante. I suoi libri appartengono ad un universo in cui spazio e movimento delle immagini sono sempre correlati.

Un esempio di quanto detto è il libro “Aventures d’un village” pubblicato da éditions volumiques.
La storia sarà determinata dalla scelta della piega, che deciderà lo svolgersi di diverse avventure.
All’inizio di questa storia, c’è un villaggio attraversato da una linea ferroviaria. Questo è l’inizio dell’avventura dove solo il lettore sarà padrone di ciò che può accadere: se sceglie di girare la curva a sinistra, il villaggio diventa una città. Se sceglie la piega a destra, il paese si ritrova circondato da un lago e alberi. Ma a poco a poco, appariranno mostri, dischi volanti, un’onda enorme…

La piega quindi permetterà di variare il piacere della narrazione e soprattutto in un modo giocoso, dimostrerà che non c’è sempre un inizio e una fine, ma tante possibili avventure.

Ma da Julie Stephen Chheng ci si può aspettare anche l’incontro di diversi formati, digitale o tattile, ma sempre con lo scopo di stimolare sempre di più la fantasia dei lettori.

Julie riesce a sublimare piccole storie con semplicità e poesia e lo dimostra, ancora una volta, con il suo ultimo progetto, presentato in crowdfunding su Kisskissbankbank. “Les aventures du petit train postal” (Le avventure del piccolo treno postale) offre delle particolari cartoline e combina le gioie delle carta con le possibilità delle tecnologie digitali.

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Nella scatola trovano posto 25 parti ritagliate, che offrono un numero considerevole di combinazioni possibili per la creazione del nostro paesaggio. Tra queste ci sono quelle speciali che prendono vita con l’aiuto di uno smartphone o di un tablet. Infatti, il passaggio dal concreto al digitale avviene attraverso una applicazione per smartphone gratuita.

Ma la cosa più importante è condividere questo delizioso “gioco” con amici e parenti. Per questo, le piccole buste postali dispongono di uno spazio sul retro per scrivere messaggi.

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Come funziona?

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1) Componi il paesaggio con le parti ritagliate che saranno tenute insieme dal fermo in ottone.

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2) Effettua il download dell’applicazione gratuita per smartphone

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3)  Sorpresa!  Le immagini prendono vita

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4) Scrivi il tuo messaggio sul retro della cartolina

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5) Mettilo nella busta e inviarlo per posta!

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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