Fate Festival

Il festival di rigenerazione urbana che si volge nel Parco Regionale del Matese.

San Potito Sannitico, nel Parco Regionale del Matese, dal 2004 si svolge il Fate Festival, evento dedicato alla riscoperta dei giardini e alla sperimentazione nel cinema e nell’arte pubblica.
Anche quest’anno dopo una piccola anteprima nel mese di maggio che ha visto all’opera diversi artisti come Francisco Bosoletti, Tono Cruz, Malakkai e Chikita, dal 22 al 30 agosto tra le strade e gli angoli si potranno ammirare all’opera Nespoon, El Mono Gonzalez, Boamistura, Bifido, Hyuro , Mariela Arjas, Cactus&Maria, Mariana Palomino e Chris Tadeo artisti in residenza, nel Centro D’Arte La Regenta, delle isole Canarie.

Durante il festival il visitatore potrà inoltre esplorare le strade e le case in pietra del paese tra le quali troverà ad attenderlo antichi giardini, in alcuni casi abbandonati, in altri invece sopravvissuti e curati da mani esperte, dove potrà ammirare il costruirsi di produzioni artistiche, esserne parte attiva e conoscere i cinque film-maker che durante il festival saranno a San Potito Sannitico per realizzare il proprio cortometraggio.

Giardini come frammenti di un ecosistema vasto, quello del parco del Matese, delle infrastrutture verdi e dei corridoi ecologici. Giardini come “rifugio” della bio-diversità in cui gli umani possono (forse) imparare a intervenire con discrezione, lasciando spazio anche alla casualità, all’evolversi della natura, all’irruzione di specie diverse. Giardini come spazio della cura, del benessere, della conoscenza, dello scambio di esperienze, della convivialità.

“Giardini in movimento”, spazi misteriosi riaperti allo scambio culturale, abitanti e visitatori come parte integrante del processo artistico: un vero festival di rigenerazione culturale.

Alla manifestazione parteciperanno artisti, architetti, paesaggisti, agronomi, biologi, esperti locali… Ognuno offrirà un contributo per la riflessione o per l’ azione. Tutti potremo imparare, assaggiare, divertirci e partecipare ad una sperimentazione collettiva e a più livelli del significato contemporaneo di giardino.

tono
Tono Cruz, San Potito Sannitico 2015
Malakkai
Malakkai, San Potito Sannitico 2015
bosolletti
Francisco Bosoletti, San Potito Sannitico 2015

Sempre all’interno del Fate Festival si svolgerà la quinta edizione del Cici Film Festival 2015 appuntamento d’obbligo per i giovani registi o gli appassionati di cinema indipendente.
Una settimana di tempo per 10 giovani registi under 35 scelti attraverso open call che hanno l’occasione di produrre il proprio cortometraggio, della durata massima di 10 minuti, su un tema comunicato solo all’ultimo istante.
Questa la formula di CICI Film Festival che quest’anno raddoppia le location: non solo Castellammare del Golfo (Trapani), dal 29 agosto al 5 settembre 2015, ma anche San Potito Sannitico (Caserta), saranno interamente coinvolti nelle riprese, dato che attori, comparse, maestranze sono scelti tra i residenti delle due località o tra chi vi è anche solo di passaggio, trasformando così i borghi, dal centro al mare alla montagna, in un grande set cinematografico.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Memorie Urbane #5.
INO, DOA e CASE