“Fontanile”.
Una piscina privata sotto le antiche mura di Tarquinia

LAD – Laboratorio di Architettura e Design è uno studio di Architettura fondato a Roma nel 2006 da Simone Lanaro e Francesco Napolitano. Il “Fontanile” è uno dei loro ultimi progetti.

Questa piccola piscina si trova nel giardino di una villa al di sotto delle mura dell’antica città di Tarquinia. Come le “Villae Minimae”, il “Fontanile” è stato pensato come una macchina per osservare il paesaggio: due muri di pietra incorniciano la natura isolando un unico punto di fuga, come un dispositivo ottico. Questi elementi collegano idealmente tre spazi all’aperto: il paesaggio, la piscina e la pedana in legno. La forma e le proporzioni di quest’opera ricordano i vecchi fontanili di campagna presenti nella zona. Il progetto è finalizzato a creare uno spazio in armonia con natura e artificio, con la campagna e la città, e a permettere la contemplazione del paesaggio

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“FONTANILE”
Tipologia: Piscina privata
Luogo: Tarquinia (VT), Italia
Progetto: 2014
Completata: 2015
Cliente: privato
Designer: Matteo Bianchi

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LAD in sette punti:

1. Il valore di un’architettura è il valore dell’idea che l’ha generata. Tanto più facilmente tale idea è riconoscibile, tanto più apprezzabile è l’esito della sua realizzazione.
2. L’idea in architettura si esprime attraverso la costruzione: l’obiettivo del progetto è la sua realizzazione.
3. Il progetto è un mezzo per esprimere al meglio l’idea, non è un fine, cosi’ come il fine dell’architettura non è l’autocelebrazione del progettista o del committente.
4. L’architettura è tettonica, non negazione di essa; l’architettura è ordine e regola, non caos.
5. L’idea espressa dal progetto deve innescare, attraverso la sua attuazione, un processo virtuoso dal punto di vista artistico, ambientale, economico e sociale.
6. Il lavoro progettuale presuppone l’inevitabilità dei cambiamenti.
7. L’operazione progettuale riguarda tutte le scale: il risultato deve essere raggiunto in generale come nel particolare, senza privilegiare una delle due istanze rispetto all’altra.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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