L’Italia insegna.
Viaggio fra scritte, targhe e iscrizioni dello Stivale

Il nuovo libro edito da Lazy Dog Press:.

Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato del libro della graphic designer americana Louise Fili “Grafica della Strada: The Signs of Italy” tributo ai caratteri tipografici delle insegne che decorano le strade di tutto il Bel Paese. Torniamo sul tema con un altro splendido libro edito dalla casa editrice italiana Lazy Dog Press: L’Italia insegna. Viaggio fra scritte, targhe e iscrizioni dello Stivale, con testi e fotografie del calligrafo londinese James Clough.

Giocose e intuitive, originali e spiritose, improvvisate ed eleganti, le insegne e le iscrizioni italiane sono lo specchio della sua società. Ciò che le distingue è la varietà delle forme delle lettere.

Anche prima che le font tipografiche dominassero la scena, in Italia non c’è mai stata una vera standardizzazione nelle lettere disegnate e non è mai stato stampato alcun manuale per pittori d’insegne. Questa libertà, avulsa da modelli precostituiti, l’abilità degli artigiani e la loro creatività rendono le insegne italiane così straordinarie.

In questo libro James Clough le esamina da una prospettiva storico-estetica. Dallo stile ornato toscano dell’Ottocento alle lettere eccentriche del Liberty, dalle grandiose iscrizioni architettoniche degli anni Trenta alle deliziose opere dei vecchi pittori d’insegne sopravvissute, dalle scritte fantasma fasciste a quelle sui coperchi dei tombini, Clough illustra con approccio critico i lati migliori e peggiori di questa singolare espressione d’arte applicata, accompagnando i lettori in un affascinante viaggio con oltre 300 fotografie, scattate in più di 100 località lungo la Penisola.

Giovedì 17 settembre, ore 19:00 presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna in Via Palestro, 16 a Milano, in occasione della mostra “Don’t Shoot the Painter. Dipinti dalla UBS Art Collection”, Micamera presenterà in anteprima il volume con James Clough e Luca Barcellona.

designplayground-litalia_insegna_02
designplayground-litalia_insegna_03
designplayground-litalia_insegna_04
designplayground-litalia_insegna_05
designplayground-litalia_insegna_06
designplayground-litalia_insegna_07
designplayground-litalia_insegna_08
designplayground-litalia_insegna_09

James Clough
Calligrafo e studioso londinese, ha studiato Typographic Design al London College of Printing. Ha lavorato come designer e calligrafo soprattutto a Milano, dove si è stabilito e vive a tuttoggi dal 1971. Insegna tipografia e storia della tipografia presso atenei italiani e svizzeri e ha curato l’allestimento di tre musei della stampa. Tiene conferenze in Italia, Inghilterra, Stati Uniti e Turchia. Scrive di tipografia per pubblicazioni italiane e internazionali, come Matrix, Eye, Codex tra le altre. Nel 2014 con Chiara Scattolin ha scritto Alfabeti di Legno, Luigi Melchiori e la storia dei caratteri di legno in Italia, pubblicato da Tipoteca Italiana.

_______

Testi e fotografie: James Clough
Copertina: Luca Barcellona
Design: Bunker

29 × 21 cm
248 pagine
Oltre 300 foto a colori
Cartonato
Edizione Italiana

ISBN 978-88-98030-01-9
Uscita: Ottobre 2015
Prezzo: € 49,90 (pre-order € 39,90)

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Sculture di carta, Jeff Nishinaka