Oltre il cioccolatino

I risultati del Laboratorio di Design del prodotto 1 dell'Università degli Studi di San Marino.

Negli ultimi mesi ci siamo occupati del cioccolato più di una volta cercando di comprendere l’approccio che il design e i suoi protagonisti hanno nei sui confronti. “Il cioccolato è materia viva, ha il suo linguaggio interiore. Solo quando si sente oggetto di intima attenzione, e solo allora, esso cessa di ammaliar la gola e si mette a dialogare con i sensi”. Così affermava nel 1872 il naturalista, esploratore e botanico tedesco Alexander Von Humboldt.

Ma è possibile dunque lavorare questo materiale commestibile, “deliziosamente inutile”, come un vero e proprio materiale sperimentale di cui reinventare la composizione, la consistenza e la morfologia attraverso nuovi processi di trasformazione e di produzione seriale o puntuale?

Questo l’interrogativo al quale ha cercato di trovare risposta il Laboratorio di Design del prodotto 1 dell’Università degli Studi di San Marino che ha visto come docente Massimo Barbierato con la collaborazione di Gaetano Giuliano.

I progetti realizzati hanno analizzato e ripensato questo alimento da punti vista ancora inesplorati quali l’aspetto psicologico legato a forma, colore, profumo e tatto, analizzando l’importanza del suono nella percezione del gusto o la sua valenza sensoriale.
Le cucine degli studenti si sono trasformate in veri e propri laboratori dove hanno potuto apprendere le problematiche di tecniche industriali quali il colaggio, l’estrusione o lo stampaggio rotazionale. L’obbiettivo dato agli studenti non era quello di trasformarsi in mastri cioccolatai o decoratori pasticceri, ma quello di trovare, attraverso una metodologia progettuale, una reale necessità al cioccolato.

Di seguito le sedici risposte:

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Nuance – 
Federica Campanelli e Margherita Cucchi

Si può comunicare uno stato d’animo tramite i colori? Nuance é una gamma di sfumature emozioali di cioccolato. Ogni sfumatura é associata, secondo la teoria dei colori, ad uno stato d’animo.

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Olfatti di carta
– Marta Valentini, Martina Boschetti e Grazia Cannarsa

Il profumo del cioccolato può indurre sensazioni quali amore, odio o felicità? Può aiutarci quotidianamente? Questo progetto si compone di un set di oggetti in carta profumata che lavora su tre fronti diversi: oggetti personali, oggetti per ambienti, oggetti da condividere. Il set comprende dei libricini olfattivi da portare con sé e utilizzare in situazioni che richiedono un apporto di sensazioni. Ancora, degli origami da costruire e che attivano, tramite il movimento, il profumo di cioccolato posto al loro interno. Per ultimo, dei biglietti da condividere con la persona amata o da regalare a persone più o meno gradite.

cioccolato bianco = felicità, amore
cioccolato fondente al 99% = odio, disprezzo

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Cioccolastico
– Chiara Volpi e Mariaeva Benoffi

Il cioccolato può rimbalzare? Si può gonfiare come un palloncino o essere usato come un’elastico? Può filtrare la luce o essere usato come un collante naturale? Cioccolastico non é un prodotto ma un nuovo materiale.

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Maskera
– Martina Moretto e Miriana D’Ambrogio

Maskera é un’indagine sui sensi da coinvolgere, o da escludere, nell’atto della degustazione del cioccolato (ma dei cibi più in generale). Le forme generate permettono un facile e preciso posizionamento sul volto, consentendo via via di escludere alcuni sensi e agevolarne altri.

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7 sensazioni
– Giada Guastamacchia e Mattia Lombardini

Questo progetto consiste in una scatola di cioccolattini emozionali per affrontare al meglio la settimana. Sette cioccolattini iconici con forme diverse, associate ognuna ad uno stato d’animo e disegnati per contrastarlo o assecondarlo. Rabbia, stress, noia, stanchezza, tranquillità, gioia, euforia.

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Nuovo
– Abramo Mauri e Filippo Onofri

È possibile migliorare l’uovo di Pasqua? Nuovo é la reinterpretazione in chiave funzionale, oltre che estetica, del classico uovo di Pasqua. Una serie di incisioni sulla sua superficie permette una rottura controllata e una lettura prolungata della forma originaria. Il progetto consiste nella realizzazione di una maglia in silicone alimentare da inserire nei classici stampi termoformati usati nelle cioccolaterie prima del colaggio del cioccolato stesso.

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Noi
– Jasmine Bernardi e Anna Salvatori

Noi é una scatola di cioccolatini da usare nell’intimità di coppia. Il progetto si declina in 6 forme in cioccolato che permettono di disegnare, di timbrare, di sottolineare o di indicare parti del corpo maschile o femminile. Queste forme sono state riprodotte anche in caramello.

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Circle
– Eleonora Giacchella e Giovanni Sandri

Circle è un’indagine sperimentale sul colaggio del cioccolato e di come questo possa essere realizzato riducendo il peso e la superficie dell’oggetto senza precluderne la stabilità e la resistenza alla presa.

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Invisibile
– Federica Falciasecca e Giacomo Roberti

Possiamo trasportare un sentimento? Invisible è un progetto che lavora sull’aspetto spicologico del profumo del cioccolato e sulla sua trasportabilità. Una serie di adesivi riposizionabili permettono, aprendosi e chiudendosi, di racchiudere il profumo del cioccolato al latte (amore,felicità) o quello fondnete al 99% (odio, fastidio).
Applicando questi adesivi possiamo comunicare una senzasione tramite un profumo ad altre persone. Amore o odio, felicità o tristezza. Questi piccoli progetti si possono applicare ovunque ne troviamo un significato personale: sui vestiti, sulle pagine di un libro per dare profumo a una frase, su cartoline o lettere, per rimarcare un proprio stato d’animo…

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Ciocco HZ
– Beatrice Cavani e Enrico Zavatta

Il suono può influenzare la percezione del gusto? CioccoHZ è un’analisi sperimentale sul suono del cioccolato nel momento della sua rottura. L’indagine parte da uno studio dell’università di Oxford secondo cui le frequenze sonore dei cibi influenzano, psicologicamente, la percezione del loro gusto. Questo lungo lavoro di analisi si è tradotto in due cioccolattini fatti con gli stessi ingredienti, ma di forma diversa, un cerchio e un triangolo. Questa diversità genera due suoni diversi che corrispondono a percezioni di maggiore o minore dolcezza del prodotto. CioccoHZ é adatto in ambito sanitario per tutte quelle persone che soffrono di patologie legate a disturbi alimentari.

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Roto
– Paolo Figlia e Rosa Gloria

È possibile realizzare i propri stampi con materiali alimentari? Roto è un progetto dedicato ai mastri cioccolatai con la finalità di aumentare le loro possibilità espressive. Si compone di una piccola macchina in legno che permette di applicare la tecnica rotazionale, necessaria per avere delle forme vuote al loro interno. I pasticceri potranno crearsi la forma desiderata per una ricorrenza o per evento specifico, generare da questa un controstampo con i materiali presenti nei loro laboratori (cioccolato plastico, gomma siliconica alimentare, legno…) e colarvi la cioccolata. Facendo ruotare questo oggetto dentro la macchina in legno, avranno la possibilità di ottenere con una grande riduzione di tempo il prodotto desiderato.

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Bis
– Silvia Battisti e Alice Casadei

Bis é la rivisitazione della tradizionale tavoletta di cioccolato in chiave tridimensionale. Questa nuova geometria permetterà di avere diverse quantità di cioccolato con diversi spessori per dare all’utente una diversificazione nella degustazione del prodotto. La forma è stata studiata per ridurre i volumi di trasporto e quelli espositivi.

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Braille
– Gessica Esposito

Braille é il nuovo prodotto dedicato alle persone diversamente abili. Si rivolge ad un pubblico di non vedenti, aiutandoli a capire, tramite il packaging e lo stesso prodotto, la tipologia, la provenienza e le percentuali compositive del cioccolato che si sta comprando o mangiando.

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Theobroma
– Elena Nocchi e Giorgia Ballante

Si può controllare un difetto del cioccolato tramutandolo in nuove possibilità espressive? Theobroma é frutto di un approccio sperimentale atto ad indagare le mutazioni superficiali del cioccolato dovute a sbalzi della temperatura ambiente. Queste variazioni fanno affiorare in superficie parte del burro di cacao, di colore chiaro, contenuto nel cioccolato.

Comunemente questo processo, di forma assolutamente casuale, denota uno sbaglio nella lavorazione del prodotto.  L’obbiettivo di questo progetto è stato quello di controllare questo processo trasformandolo in una grande possibilità espressiva. Il risultato é un utensile, con punte e lastre intercambiabili che permetterà ai mastri cioccolatai di disegnare sulla superficie di torte e cioccolatini.

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Make my mood
– Anna Pietri e Giorgia Valli

Si possono estrudere torte e cioccolatini? Make my mood è un’indagine sull’estrusione, ovvero sul processo industriale usato per la realizzazione della pasta, dei biscotti e di altri prodotti di natura alimentare. Questo progetto nasce dalla volontà di applicare questa tecnica al cioccolato con l’intento di arrivare a nuove geometrie formali impossibili da ottenere con i classici sistemi di produzione.

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72 discioglimenti
– Giuseppe Madia

72 discioglimenti é un’indagine sperimentale sui pesi del cioccolato e sulle sue proprietà di resistenza al calore a diverse temperature. La finalità di questo progetto è quella di capire come si possono realizzare dei packaging che rallentino il discioglimento del prodotto. Il cioccolato bianco, al latte e fondente è stato collocato in 72 contenitori con proprietà isolanti via via maggiori.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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