Print Club Torino

. Il primo laboratorio partecipativo di stampa e arti grafiche

Parafrasando il testo tratto da L’uomo artigiano di Richard Sennet, si potrebbe sostenere che all’artigiano moderno che si avvale di un sistema open source e che al tempo stesso lo alimenta, generando una produzione che concilia qualità ed esperienza comunitaria, è “applicabile l’antico appellativo di demiurgo”. Di artigiani cosidetti “demiurghi” si sente sempre più spesso parlare e continuano a fiorire in tutta Italia FabLab o luoghi di condivisione dove strumenti di difficile reperimento, come stampanti 3D, taglio laser e altro, sono a disposizione di tutti.

È il caso del Print Club Torino, il primo laboratorio di stampa e sperimentazione grafica italiano che inaugurerà il 1° ottobre all’interno degli spazi torinesi di Toolbox coworking, già noti per ospitare le sedi delle Officine Arduino e del FabLab (luogo perfetto da inserire tra i nostri Playgrounds).

Network partecipativo e la“filosofia DIY” (Do It Yourself) sono gli ingredienti base di questo nuovo spazio di sperimentazione aperto ai professionisti e agli appassionati, in cui gli utenti, tramite tesseramento, potranno accedere a macchinari digitali ed analogici e sviluppare i propri progetti in piena autonomia, potendo usufruire però di consulenze tecniche e professionali da parte del personale specializzato che vanta anni di esperienza nel settore.

“La parola greca che traduciamo con artigiano è demiurgos, un composto che unisce l’idea di pubblico (demios: “appartenente al popolo”) e di produzione (ergon: “opera, lavoro”).” (Richard Sennett, L’uomo artigiano)

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L’obiettivo dell’associazione PLUG e dell’associazione Try Again Lab, promotrici del Print Club Torino, è quello di creare un “luogo di contaminazione tra competenze e professionalità diverse e di valorizzare l’artigianalità intesa come recupero di tutte quelle attività legate al mondo dell’editoria e della stampa artigiana che negli anni sono andate perdendosi”.

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La tessera di Print Club Torino consentirà di accedere al laboratorio e utilizzare le macchine, come stampanti digitali laser e inkjet, stampanti Risograph, banchi serigrafici, una giostra per la serigrafia su tessuti, macchinari per realizzare interventi di legatoria e molto altro. Permetterà inoltre l’iscrizione agevolata ai numerosi corsi di formazione e workshop che a partire dai mesi successivi all’inaugurazione, verranno organizzati nella struttura offrirà insieme a un ricco carnet di mostre, appuntamenti e conferenze aperte al pubblico riguardanti argomenti relativi alle tecniche di stampa, alla cultura del design grafico e alla creatività.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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