“Rhei”. L’orologio liquido

Rhei è un prototipo di orologio elettromeccanico con un display che utilizza il ferrofluido (un liquido che si polarizza fortemente in presenza di un campo magnetico) per la visualizzazione dei numeri. Rhei è il risultato di in lungo anno di lavoro appassionato di Damjan Stanković in collaborazione con Marko Pavlović e un nutrito gruppo di lavoro.

Mai prima d’ora una sostanza liquida è stata mostrata nella sua forma pura ma controllata in un modo da consentire la visualizzazione di forme leggibili. Un punto di incontro tra la sfera analogica e quella digitale, dove le regole della meccanica e le leggi della natura si fondono per creare un'”illusione liquida” che rappresenta un’icona digitale contemporanea.

Il concetto di tempo è molto soggettivo ma ci sono due cose che si possono affermare con certezza: la sua inesorabile transitorietà e il suo continuo movimento. È proprio questo flusso ritmico senza fine che che viene catturato da Rhei, e come ogni momento della vita si differenzia dagli altri, le cifre vengono visualizzate ogni volta in maniera diversa, nessuna sarà mai uguale all’altra.
Ciò che dovrebbe essere la sua funzione primaria tende a rimanere nell’ombra del suo ruolo molto più prezioso: Rhei è un’installazione dinamica, una scultura animata, un’idea espressa in forma minimalista e, infine, orologio digitale.
Il tempo scorre. Letteralmente.

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Il video prodotto da
ROLLERCOASTER
Djordje Stojiljkovic, Nenad Veljovic
rollercoaster.rs

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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