Illustri Festival.
Il programma completo

Festival2015
Manifesto di Illustri Festival 2015 illustrato da Pablo Lobato

Ci eravamo lasciati con l’attesa del manifesto ufficiale di Illustri Festival e finalmente eccola qui la straordinaria interpretazione della biennale da parte dell’illustratore argentino Pablo Lobato, al quale quest’anno è dedicata la mostra Illustrissimo nelle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari e il quale sarà presente venerdì 4 dicembre al Teatro Olimpico per il galà di apertura, insieme ad altri illustrissimi di fama mondiale come Noma Bar, Malika Favre e Shout.

Oltre alla mostra Illustrissimo, che riunisce il meglio della prolifica produzione di Lobato accanto ad alcuni lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione, ci sono le altre due grandi esposizioni, tutte ad ingresso gratuito. La prima è la grande collettiva Illustri presso la Basilica Palladiana, che mette insieme le opere di 11 tra i più apprezzati illustratori italiani: Riccardo Guasco, Gianluca Folì, Gloria Pizzilli, Philip Giordano, Olimpia Zagnoli, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Marco Goran Romano, Marina Marcolin, Francesco Poroli, Chiara Dattola. La seconda, come già anticipato nei nostri precedenti post, è Saranno Illustri a Palazzo Chiericati che dà spazio a 11 talenti emergenti che a Vicenza troveranno la loro definitiva consacrazione: Giacomo Bagnara, Margherita Barrera, Matteo Berton, Francesco Bongiorni, Giulio Castagnaro, Stefano Marra, Martoz, Andrea Mongia, Gio Pastori, Stefano Pietramala, Irene Rinaldi. Tutte e tre le mostre saranno visitabili fino al 31 gennaio.

134498-illustrissimo 12191414_1040742345977316_2628166077452661406_n illustri_designplayground_04

Negli spazi espositivi del salone al piano nobile della Basilica Palladiana in mostra anche una serie di inediti e originali dell’illustratore Alessandro Shout Gottardo, già protagonista di una personale a Palazzo Chiericati nel 2014 e autore dell’immagine simbolo della prima mostra “Illustri” nel 2013. Sempre in Basilica Palladiana, un omaggio all’illustratore, pittore e vignettista vicentino Toni Vedù, scomparso nei mesi scorsi: si potranno ammirare diversi lavori originali della sua eclettica produzione. A Palazzo Chiericati sarà invece allestita Olympic Frames, un’esposizione di 18 illustrazioni inedite, realizzate da altrettanti illustratori italiani, e dedicate alla squadra olimpica italiana che gareggerà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Sabato 5 dicembre, il Cinema Odeon ospiterà un talk alla presenza degli artisti che apriranno la sera prima la Biennale, e che racconteranno la loro professione, il valore che essa rappresenta per il mondo pubblicitario e l’editoria, il rapporto col mercato e i prestigiosi brand con cui lavorano, le prospettive della professione.
Sul versante artistico, saranno invece i workshop a fornire l’occasione di avvicinare le tante tecniche e i diversi stili dell’illustrazione. I workshop (strutturati per professionisti, per appassionati e per bambini) saranno ospitati al Polo B55 di contra’ Barche e alle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari.

CURIOSITÀ

  • Sono oltre 50 gli illustratori coinvolti nei diversi appuntamenti del Festival. 30 quelli fisicamente presenti a Vicenza.
  • 362 sono le illustrazioni che complessivamente si potranno ammirare nelle diverse mostre.
  • Coca Cola, The New York Times, Adidas, Alfa Romeo, Time, Diesel, La Repubblica, Harley Davidson, Feltrinelli, Il Sole 24 Ore, Eni sono solo alcuni dei prestigiosi brand per i quali lavorano gli illustratori presenti a Vicenza.
  • Nella Domus della Basilica Palladiana è allestito l’IllustriCafé, la versione speciale del bar de La Terrazza della Basilica con gli arredi totalmente ispirati alle illustrazioni delle mostre del Festival.
  • Nel Salone degli Zavatteri è stato invece ricavato un Salotto Illustri (con gli arredi di Myyour): uno spazio ideale per le interviste e i confronti tra gli illustratori.
  • Il Festival ha una app, Ubiika, che fornisce informazioni, guida i visitatori tra le diverse sedi e offre anche contenuti sulle attrazioni turistiche della città e sugli illustratori. La app è per Ios e Android ed è scaricabile gratuitamente.
  • C’è anche una mappa “tradizionale”, cartacea, realizzata da Francesco Poroli, per non perdere nemmeno un appuntamento del Festival.
  • Il Festival ha un “panino ufficiale”, realizzato da Bamburger con ingredienti che richiamano i colori del manifesto del Festival.
  • C’è anche una birra ufficiale, Birra Ofelia.
  • Per i visitatori delle mostre sono previsti sconti speciali per mangiare e bere nei bar e locali convenzionati: un’altra forma di coinvolgimento del centro storico.

Per consultare il programma completo clicca qui.

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Gagarin_designplayground.it
50 anni fa, oggi