Andrew Faris: un mondo ai confini tra l’esistente e l’immaginario

L’artista americano Andrew Faris giustappone acrilici su tela, opere astratte, minimaliste e dai colori saturi, alla natura selvaggia del Wyoming, creando nel loro insieme immagini surreali che potrebbero, a prima vista, far pensare a un artefatto digitale. Un’operazione di astrazione dalla frenetica realtà contemporanea per prendersi una pausa, tirare un respiro profondo e lasciarsi trasportare in un mondo ai confini tra l’esistente e l’immaginario.

“Il mio pensiero è questo: in una società sempre più complessa e competitiva, severamente governata dalla tecnologia e da mani robotiche, c’è davvero bisogno di una tregua artistica. La semplicità si dice sia l’essenza della bellezza. Non potrei essere più d’accordo.”

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
“The story of Eames furniture”, Gestalten 2015