A Perugia nasce Edicola 518

La rivoluzione culturale è in strada.

Dopo circa 130 anni dalla loro nascita in Italia (la prima risale al 1882 aperta a Mantova), le edicole dei giornali stanno attraversando (insieme a tutto il mondo editoriale) una crisi profonda, tanto che dal 2001 ad oggi ben un terzo di esse ha cessato di esistere. I momenti di difficoltà servono però spesso ad aguzzare l’ingegno (mantenendo una buona dose di lucidità) e a guardare le cose da un’altra prospettiva, attraverso la quale magari, trovare alternative e vie d’uscita che possono rivelarsi spunto di crescita e sviluppo.

La buona notizia è che a dispetto delle tante edicole che chiudono, ce n’è una molto speciale che domani 1° giugno riaprirà i battenti. Stiamo parlando dell’Edicola 518 a Perugia di fronte alla chiesa di uno dei tre santi patroni della città, Ercolano di Perugia. Come il vescovo che organizzò nel 549 la resistenza cittadina all’assedio da parte degli Ostrogoti, Edicola 518 incarna da un lato la tradizione (il mondo dell’editoria cartacea) e dall’altro l’innovazione e il cambiamento. Non si tratta infatti di una semplice edicola, ma di un avamposto culturale che reinterpreta la propria funzione in modo contemporaneo.

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Edicola 518 nasce da un’idea di Emergenze, progetto artistico-editoriale che indaga l’ambiguità della scoperta e che opera su più livelli, dei quali è protagonista l’omonima rivista cartacea trimestrale autoprodotta nata nel 2014.
Edicola 518 sarà un punto vendita della rivista o di altre pubblicazioni di Emergenze e non solo, un punto di osservazione e comunicazione, una location d’arte e anche un luogo di scambio per raccogliere spunti e idee per migliorare la città.

Presso edicola 518 si potranno fare ad esempio le seguenti cose:

  • Consultare e/o acquistare le copie della rivista “Emergenze”, le nuove pubblicazioni di Emergenze, i disegni, le opere, le fotografie degli artisti che collaborano con Emergenze;
  • Consultare e/o acquistare una lunga serie di pubblicazioni di arte, cultura, politica, provenienti da ogni parte del mondo;
  • Sottoporre idee di qualunque genere ad Emergenze per vederle eventualmente prendere vita;
  • Inoltrare a Emergenze lamentele sulla città, sulla vita, sul mondo, per vederle trasformate in azioni;
  • Assistere a performance e eventi culturali organizzati da Emergenze con realtà di tutto il mondo;
  • Assistere ogni domenica alla messa del Sacerdote di Emergenze;
  • Scambiarsi cenni d’intesa per dimenticare l’orribile fardello del tempo.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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