Paul Smith’s Cycling Scrapbook.

Una celebrazione visiva del mondo del ciclismo

Paul Smith’s Cycling Scrapbook è una celebrazione visiva del mondo del ciclismo presentato attraverso gli occhi e la collezione personale dello stilista inglese Paul Smith, pubblicato da Thames and Hudson il 23 maggio 2016, contiene 553 immagini a colori e bianco e nero.

Se non fosse stato per un grave incidente avvenuto durante la sua adolescenza, Paul Smith avrebbe potuto intraprendere una carriera da ciclista. Ma dopo un periodo di sei mesi in ospedale e le sue ambizioni sportive ormai infrante, decise nel 1970 di aprire una piccola boutique a Nottingham. Oggi Sir Paul Smith è uno dei più importanti designer del Regno Unito ma non ha mai dimenticato il suo amore per il ciclismo e ha mantenuto la sua passione per questo sport. Nel 2013 è stato invitato a progettare la leggendaria maglia rosa indossata dal leader del Giro d’Italia.

Questo non è solo un libro sulla passione di un uomo per uno sport, ma una panoramica delle persone, le storie e le immagini che hanno profondamente influenzato una delle personalità di maggior successo nel mondo del design. Dalla sua collezione di maglie e dalla sua vasta biblioteca di pubblicazioni sul ciclismo degli anni 1950 e 1960, attraverso le storie dei suoi eroi come Fausto Coppi e Jacques Anquetil, le collaborazioni con i costruttori Mercian, Condor, Gary Fisher e Pinarello e le amicizie con le stelle contemporanee della strada e la pista, tra cui David Millar, Bradley Wiggins e Mark Cavendish, sarà possibile compiere un percorso visivamente affascinante che unisce l’amore di Smith per la bicicletta con il suo amore per il design.

Sir Paul Smith è uno degli stilisti preminenti del Regno Unito, esportando con successo lo stile britannico in tutto il mondo. Richard Williams, curatore del libro, è stato caporedattore sportivo del Guardian.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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