Il restyling del logo Mastercard

“L’evoluzione della brand identity per sottolineare semplicità e connettività” è ciò che Mastercard, uno dei marchi più riconoscibili al mondo, ha annunciato giovedì 14 luglio 2016, un passaggio che rappresenta un importante aggiornamento della sua identità visiva e un nuovo look and feel per le comunicazioni e le esperienze di marca.

La digitalizzazione del commercio e la maggiore connettività dei consumatori sta guidando una trasformazione digitale in grado di fornire opzioni di pagamento senza soluzione di continuità. Per riflettere prontezza e ottimismo nei confronti di questa trasformazione, Mastercard sta introducendo un’evoluzione della propria identità di marca, semplificata, modernizzata e ottimizzata per un mondo sempre più digitale.

“Non abbiamo toccato il nostro marchio per circa 20 anni mentre la società è cambiata davvero drammaticamente”, dice Chuck Breuel, VP Brand Marketing di MasterCard. “Abbiamo ampliato tutti i nostri prodotti e servizi accelerando notevolmente nel corso degli ultimi anni, così guardando al logo abbiamo ritenuto opportuno un restyling capace di riflettere quello che la nostra società è oggi. Un logo più semplice, più incisivo in un certo senso, ma ancora immediatamente riconoscibile”.

“Mastercard è uno di quei marchi unici, immediatamente riconoscibile in tutto il mondo”, ha aggiunto Raja Rajamannar, responsabile marketing e responsabile della comunicazione di Mastercard. “Per prosperare in questo nuovo mondo digitale dove il business si muove più velocemente che mai, vogliamo modernizzare ed elevare il marchio con un design semplice ed elegante, ma senza dubbio Mastercard. Un marchio che si muove su tutte le piattaforme digitali, i canali di vendita al dettaglio e dispositivi collegati, pur conservando il suo patrimonio”.

L’identità del marchio si è evoluta ripensando il sistema più completo di brand design mai introdotto a livello globale in Mastercard e sarà esteso a tutti i prodotti, comunicazioni ed esperienze a partire da Masterpass a fine mese (una soluzione di pagamento completamente digitale) e attraverso Mastercard dall’autunno del 2016.

Il nuovo logo disegnato da Pentagram mantiene i cerchi rossi e gialli, e perde i “denti” all’intersezione dei due. Dato l’elevato livello di riconoscimento del logo, Michael Bierut (Pentagram) racconta che la decisione di mantenere i cerchi è stata istantanea. L‘ubiquità del marchio ha concesso al team di progetto quella libertà di sperimentare con un design “radicalmente semplice” capace di funzionare solo con un marchio noto come Mastercard. Il carattere è composto in corpo minuscolo in FF Mark progettato da Hannes von Döhren, Christoph Koeberlin e dal FontFont Type Department.

Partendo dal logo, Pentagram ha creato una identità visiva completa, dalle sponsorizzazioni sportive, comunicazioni aziendali e campagne stampa nazionali. L’identità utilizza l’elemento del cerchio in tutte le sue applicazioni con la finalità di ricondurre tutto inesorabilmente alla geometria del marchio.

I colori scelti per i cerchi sono leggermente più brillanti e capaci di spiccare altrettanto facilmente su uno sfondo nero come su uno bianco, il giallo troppo luminoso infatti svanirebbe su bianco mentre uno troppo scuro sarebbe debole su nero. La sezione di sovrapposizione tra i cerchi è di una tonalità arancione ed è progettata per apparire più leggera e più trasparente rispetto al disegno precedente.

Un nuovo sistema di identità chiaro e semplice in un mondo che troppo spesso si presenta come irrimediabilmente complicato.

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Mastercard

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Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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