Studio Temp per il Teatro Donizetti di Bergamo

Studio Temp è uno studio di design fondato a Bergamo nel 2007 da Guido Gregorio Daminelli, Fausto Giliberti e Marco Fasolini.

Lo studio lavora sia a livello internazionale che locale su progetti che spesso variano per dimensioni e complessità, con l’intento di costruire relazioni a lungo termine con i propri clienti e partner al fine di stabilire una strategia solida design-driven. Tra i clienti per i quali hanno lavorato troviamo adidas Originals, The Blank, Fondazione Donizetti, GaMec Bergamo, ICA London, Lovato Electric, Mousse Publishing, Multiconsult, OnSiteStudio, Peep-Hole, Rivista Undici, Studio, VICE e molti altri.
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In questo articolo la nostra attenzione ricade sulla corporate identity progettata da Studio Temp nel 2015 per la stagione di Opera Lirica del Teatro Donizetti di Bergamo, commissionata dal regista Francesco Micheli.

“L’identità si caratterizza per il contrasto con gli stereotipi tradizionali dell’immaginario visivo della musica lirica. Abbiamo deciso di usare illustrazioni piatte e tipografia in grassetto al fine di corrispondere l’opera con la cultura pop attuale”.

Photo credit: Maria Zanchi

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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