L’acrobata e il filo

Un progetto del giocattolaio Raffaele Cesano e reinterpretato dal collettivo torinese Print About Me.

L’acrobata e il filo sono due compagni inseparabili, il primo simbolo del corpo che si fa piuma, della fisicità che abbandona la sua pesantezza terrena per elevarsi a una dimensione eterea e leggiadra, il secondo incarnazione di un’apparente fragilità che nella sua impalpabile natura si fa resistenza e robustezza. Due compagni complementari e indispensabili l’uno all’altro per compiere e rendere visibile questa “trasformazione”. Due elementi che trovano sintesi perfetta in un semplice e al tempo stesso complesso gioco progettato dall’artigiano giocattolaio, esperto di costruzione e di organizzazione di laboratori per bambini e adulti, Raffaele Cesano e reinterpretato dal collettivo torinese Print About Me.

L’acrobata è un oggetto di design che mette di buonumore, un personaggio da costruire, colorare e far ruotare, saltare, danzare. L’acrobata è un lui oppure una lei. L’acrobata è chi immagini tu.

L’acrobata è l’evergreen dei progetti di Raffaele Cesano, oggetto ludico dall’anima antica ispirato a culture ed epoche lontane, costruito a partire dai primi anni ’80. La collaborazione con Print About Me è finalizzata a ridisegnare questo prodotto, rivisitandolo attraverso le tecnologie, i materiali e le attitudini progettuali del contemporaneo. Taglio laser, progettazione 3D e condivisione open source tra gli hashtag (#) del progetto. Un foglio di cartone vegetale dello spessore di 3 mm presenta sulla sua superficie i segni incisi di elementi dall’aspetto famigliare, un disordine equilibrato, in stile nesting (procedimento automatico di ottimizzazione del taglio sagomato per elementi piani), invita al riordino; così si presenta L’acrobata, braccia, busto, testa e gambe. Poche ma delicate operazioni sono richieste per dare vita all’atleta, le cui infinite evoluzioni in aria stupiranno e faranno sorridere.

Per chi fosse interessato all’acquisto de “L’acrobata” si può trovare in vendita, nella sezione shop di Print About Me.

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Print About Me — Collettivo torinese nato nel settembre 2011 dall’incontro tra le menti e le professionalità di Paolo Berra, Mattia Macchieraldo e Beatrice Zanelli (Arteco). Un graphic designer, un artista visivo ed una storica dell’arte uniti dall’interesse comune per l’arte stampata o l’arte della stampa.

Raffaele Cesano — Inquieto quasi sessantenne che seriamente vuole ancora giocare. Ama inventare giochi e costruire giocattoli. Si usa dire “animare un giocattolo”, a lui piace pensare che ogni giocattolo abbia un’anima e quindi cercare quest’anima è un po’ il suo mestiere.

Paolo Berra — (Savigliano, 1984) è un graphic designer freelance con base a Torino. Si occupa principalmente di progettazione grafica per l’editoria in ambito artistico, di comunicazione visiva e brand identity. È socio fondatore di Print About Me. Ha insegnato tecniche di stampa tradizionali presso l’ISIA di Urbino e lo IED di Torino.

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Le acrobazie

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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