I mille volti di Mike McQuade.

L'esplorazione della tipografia, dell'immagine e dell'illustrazione, non permette la collocazione del suo lavoro in uno stile ben definito.

Mike McQuade è un designer e illustratore americano di base a Philadelphia. Come recita il suo profilo online, Mike crede “nel duro lavoro, nella perseveranza, nel folle ottimismo e nella consapevolezza che gli errori portano a lavorare meglio”. Attraverso la costante esplorazione della tipografia, dell’immagine e dell’illustrazione, il suo lavoro trascende uno stile ben definito.

McQuade raccoglie la maggior parte della sua ispirazione dagli avvenimenti della quotidianità.  “Sono ossessionato dalla comunicazione visiva, a volte è strana e imbarazzante, altre volte bella e commovente, il più delle volte è scandalosa e piena di insulti. Tuttavia, è divertente da osservare e influenza indirettamente tutto il mio lavoro. Non importa quanto sia buona l’esecuzione o lo stile di un progetto, non funzionerà senza una grande idea”.

Mike è stato premiato con l’ADC Young Guns ed ha lavorato con il New York Times, The New Yorker, Wired Magazine, Time Magazine, Businessweek, The Atlantic Magazine, The Wall Street Journal, Variety, FiveThirtyEight, Pentagram, Fast Company e molti altri.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Anna Di Prospero, Fotografa