The Great New York Subway Map

Emiliano Ponzi illustra la storia della mappa della Metropolitana di New York disegnata da Massimo Vignelli nel 1972.

Image from "The Great New York Subway Map", by Emiliano Ponzi, published by MoMA Press, 2017. (Illustration © 2017 Emiliano Ponzi, courtesy The Museum of Modern Art, New York)

Emiliano Ponzi racconta ai giovani lettori (e non), attraverso il suo nuovo libro illustrato edito da MoMAThe Great New York Subway Map, la storia della mappa della Metropolitana di New York disegnata da Massimo Vignelli nel 1972.

Questo libro introduce ai più giovani l’idea del graphic design come disciplina progettuale in grado di risolvere problemi, come ad esempio la creazione di una mappa facilmente comprensibile sia da newyorkesi che dai forestieri. Emiliano Ponzi utilizza raffigurazioni di treni, stazioni della metropolitana e la skyline di New York City: il libro segue Vignelli in giro per la città mentre cerca di capire il sistema per tradurlo in una mappa. Prodotto in collaborazione con il New York Transit Museum, The Great New York Subway Mappresenta una sezione di immagini e fotografie storiche e d’archivio. Un progetto rivoluzionario di information design, la mappa della metropolitana progettata da Vignelli è un’opera pioneristica divenuta icona e utilizzata da oltre un miliardo di persone ogni anno.

Image from “The Great New York Subway Map”, by Emiliano Ponzi, published by MoMA Press, 2017. (Illustration © 2017 Emiliano Ponzi, courtesy The Museum of Modern Art, New York)
Image from “The Great New York Subway Map”, by Emiliano Ponzi, published by MoMA Press, 2017. (Illustration © 2017 Emiliano Ponzi, courtesy The Museum of Modern Art, New York)
Image from “The Great New York Subway Map”, by Emiliano Ponzi, published by MoMA Press, 2017. (Illustration © 2017 Emiliano Ponzi, courtesy The Museum of Modern Art, New York)
Image from “The Great New York Subway Map”, by Emiliano Ponzi, published by MoMA Press, 2017. (Illustration © 2017 Emiliano Ponzi, courtesy The Museum of Modern Art, New York)

Nel 2004, il MoMA ha acquisito l’originale Diagramma del 1972, il manuale degli standard grafici del 1970 che indica come progettare e implementare la segnaletica e le informazioni riguardanti le stazioni e tre insegne in porcellana e smalto appositamente prodotte per il Museo dal direttore della segnaletica della MTA NYC Transit John Montemarano, fedeli agli originali (“certificati” dai Vignelli insieme a Sandra Bloodworth, direttore del programma Art for Transit della MTA).

“La collezione del Museo conteneva già molte opere di Lella e Massimo Vignelli che spaziavano dai loro celebri progetti grafici a mobili e oggetti, ma non sarebbero mai state in grado di rappresentarle senza uno dei loro progetti più influenti e duraturi” racconta Paola Antonelli curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa.

Massimo Vignelli, Bob Noorda, Unimark International Corporation, New York New York City Transit Authority Graphics Standards Manual 1966-70
Massimo Vignelli, Joan Charysyn, Unimark International Corporation, New York. New York Subway Map. 1970-1972
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Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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