Intervista a Kosuke Takahashi. Braille Neue, un carattere tipografico inclusivo

“Inclusione non significa accaparramento assimilatorio, né chiusura contro il diverso. Inclusione dell’altro significa piuttosto che i confini della comunità sono aperti a tutti: anche, e soprattutto, a coloro che sono reciprocamente estranei o che estranei vogliono rimanere” (Jürgen Habermas)

Si parla molto di inclusione sociale nelle scuole e negli spazi urbani ma attualmente è molto raro che il Braille sia impiegato nei luoghi pubblici poiché richiede uno spazio aggiuntivo dedicato. Il designer giapponese Kosuke Takahashi ha progettato un carattere tipografico che ha lo scopo di superare questa problematica e facilitare l’uso di un linguaggio comune nelle infrastrutture esistenti rappresentando un tassello in più verso un futuro sostenibile e inclusivo.

Braille Neue è infatti un carattere tipografico universale che combina il sistema di scrittura e lettura a rilievo “Braille” con i caratteri tradizionali, divenendo leggibile allo stesso tempo sia alle persone vedenti che a quelle non vedenti.
Braille Neue è composto da due varianti: Braille Neue Standard, pensato per l’alfabeto inglese e Braille Neue Outline, variante per l’alfabeto giapponese e inglese.


Negli alfabeti latini, tentativi di combinare il Braille con i caratteri esistenti sono stati realizzati da vari designer in tutto il mondo. [link sotto] Ciò che rende questo progetto ancor più avanzato è proprio la variante Outline che integra il Braille anche con i caratteri giapponesi.

Riferimento di opere precedenti.

“Visual Braille (2009)” Christopher Heller

“Braille Fonts (2014)” Larysa Kurak

“Blind words (2015)” Nuria López


Come hai avuto l’idea di progettare questo carattere tipografico?

Lavoro alla creazione del Braille Neue dal settembre del 2016. Un grande stimolo mi è stato dato dalla visita al Japanese Ophthalmology Hospital. C’erano persone che leggevano il braille ad una grande velocità e sono rimasto stupito. E ho pensato che fosse bello. Sto cercando di pormi domande progettuali interessanti quotidianamente e per me è una regola prendere in considerazione un’idea al giorno. Tutto è partito dalla semplice domanda “Come posso leggere il braille?” “Diventa un carattere se collego i punti?”.
Anche se è lo stesso “carattere”, ho pensato fosse assurdo che le persone vedenti non potessero leggerlo. Ecco perché ho iniziato a creare questo carattere tipografico.

Dopo aver reso pubblico questo progetto, sono entrato in contatto con molti designer che stavano già cercando di combinare caratteri braille e esistenti come Sean Donahue con il suo straordinario progetto “TOUCH”. Sul mio sito sto aggiornando i link a tutte le persone che lavorano duramente per creare una società inclusiva.

D’ora in poi mi piacerebbe renderlo un progetto collettivo e aperto a chiunque possa creare e utilizzare caratteri tipografici che includono il Braille. Attraverso il contributo continuo per migliorare il carattere tipografico che combina il braille con i caratteri esistenti, credo sia possibile creare una società inclusiva dove l’uso del braille diventi comune.
Il mio contributo principale è stata la creazione di Braille Neue Outline, una combinazione di caratteri giapponesi e inglesi.

In che modo il nuovo carattere può essere integrato negli spazi pubblici?

Penso che il Braille Neue funzionerà come alternativa al Braille esistente. Ci sono molti posti in cui il Braille non è ancora stato applicato in Giappone e sto per l’appunto pianificando l’installazione in luoghi in cui non è utilizzato, come i pulsanti dell’ascensore, ringhiere, pannelli guida ecc…
Oltre a questo, mi piacerebbe fosse sfruttato nell’istruzione, come libri e giocattoli e utilizzato per i biglietti e le guide per i Giochi Olimpici e Paraolimpici che si svolgeranno a Tokyo nel 2020.

Breille Neue Outline abbina il Braille con gli alfabeti inglese e giapponese. Non deve essere stato facile combinarli. Come hai gestito questo difficile compito?

L’idea di base era molto semplice, più complesso invece è stato capire come integrarli alla perfezione. Nel mio processo di progettazione, il punto più difficile era rendere leggibile il carattere sia per i vedenti che per gli ipovedenti. Un bel dilemma.

All’inizio ho cercato di creare caratteri braille giapponesi, ma non erano facilmente leggibili dalle persone vedenti. La linea era confusa e avevano una forma terribile. Le regole sono troppo diverse per i caratteri braille e quelli tradizionali. Ho dovuto raggiungere un equilibrio che rendesse leggibili entrambi.

Successivamente ho fatto studi di carattere tipografico inerenti il braille e ho creato prima di tutto una griglia compositiva per le lettere.
Ho completato la versione giapponese sfruttando una griglia ampliata invece di quella a 6 punti utilizzata nella versione latina del braille.
Quando ho ottenuto la griglia Braille Neue Outline per abbinare il carattere giapponese, ero davvero soddisfatto.