Il puzzle a blocchi illustrati di Pap Yay

La piccola start up Pap Yay ha collaborato con lo studio spagnolo Hey Studio per la creazione di un moderno gioco sostenibile per i più piccoli

Fondata dalla coppia londinese, nel lavoro e nella vita, formata da Catalina Hoyos e Ildut Loarer, Pap Yay è una piccola start up che mira alla creazione di giocattoli di alta qualità ma al tempo stesso sostenibili.

Lo scorso anno sono partiti con una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter per finanziare la produzione di un moderno puzzle composto da blocchi di cartone illustrati, successivamente andato in produzione. L’obiettivo era quello di creare un semplice giocattolo, senza batterie o plastica, fabbricato in modo sostenibile e facile da riciclare.

Il puzzle è composto da 10 pezzi in carta (facile da riciclare) rinforzata con cartone e con delle tecniche di piegatura che rendono i blocchi super forti, e contemporaneamente anche molto leggeri. Nel caso in cui li calpestiate non si romperanno, e nel caso i cui una torre da 10 cubi cadesse su un tavolino di vetro non farà né rumore né tantomeno danni.

Per la realizzazione di questo giocattolo la start up Pap Yay ha coinvolto Hey Studio, uno studio di illustrazione e graphic design di Barcellona, che ha progettato la grafica dei blocchi e la scatola che li contiene.

Ogni blocco può essere combinato per creare sei differenti puzzle i cui protagonisti sono sempre animali: un gufo e un coniglio con la forma rettangolare, un pesce e un pappagallo con la forma a T, e un serpente e un bruco con la forma a torre (in orizzontale).
Ovviamente, essendo i blocchi costituiti da semplici forme geometriche e colori brillanti per catturare l’immaginazione di un bambino, lo scopo di questo semplice quanto straordinario giocattolo, è quello di incoraggiare i più piccoli ad andare anche oltre gli schemi e spingersi nella libera creazione di nuove forme o combinazioni.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Moleskine Art