Abbiamo seguito questo artista brasiliano sin dal suo arrivo nel Bel Paese, vi abbiamo raccontato la sua prima personale europea Emergere curata da Davide Rossillo e i suoi primi muri italiani per Memorie Urbane. Ora vogliamo proporvi questa intervista gustandoci anche qualche foto e un breve video del making-off del suo muro di Arce.
Dal 21 novembre fino al 9 gennaio, Wunderkammern ospiterà la mostra personale dell'artista francese Thomas Canto, una proiezione astratta e molteplice di quell’intreccio caotico e disorganizzato che è la vita.
È tornato in Italia l’artista portoghese Frederico Draw, e approfittando di una calda Roma domenicale siamo passati da lui per salutarlo e gustarci le ultime rifiniture del suo nuovo lavoro che è anche il secondo intervento artistico del progetto romano Forgotten.
Andy Warhol e Jasper Johns, Virginia Woolf e James Joyce, John F. Kennedy e Fidel Castro, Picasso, Dalì sono solo alcuni dei protagonisti delle composizioni foto-tipografiche del graphic designer e artista di collage con sede a Istanbul Selman Hoşgör (1987).
Il progetto "Under Layers" unisce la street art di Alice Pasquini e la fotografia tridimensionale di Stefano C. Montesi. Dopo una seria di interventi estivi sul lungomare di Ostia culminerà a Roma con un evento allestito nello spazio OPENGRA.
Il primo intervento per il progetto Forgotten di Roma, che ha lo scopo di dare nuova vita ad alcune zone "dimenticate" della Capitale, è l'opera dell'artista portoghese Diogo Machado, che mescola la tradizionale ceramica portoghese “azulejos” alle medievali cosmatesche nostrane.
Per questa intervista abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con il giovane artista di Caserta Bifido. Ironico e irriverente, il suo lavoro affronta tematiche attuali, forti e spesso sconvenienti con lo scopo di generare riflessioni e curiosità nei passanti.

Urban safari a Parigi.

Il video mapping di Julien Nonnon.

Una visione sorprendente di Parigi che ci offre l'artista francese Julien Nonnon attraverso il suo ultimo lavoro Urban Safari, una serie di fotografie raffiguranti animali vestiti elegantemente, proiettate sulle facciate degli edifici.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.